sabato 5 gennaio 2013

Leccando le chiappe (flaccide, dicono le olgettine)

La nomenclatura lucana tace e si ricandida: nessuno di loro merita il nostro voto

Dedicato ai lucani che fanno finta di non vedere
Viviamo nei tempi della comunicazione globale, tutti riescono ad accedere all'informazione. Anche per i lucani è così, vedremo se serve a qualcosa.
La Lucania, che per mera esigenza amministrativa si ritrova il nomignolo di Basilicata (una vera presa in giro per un popolo orgoglioso e combattivo con una storia anteriore ai romani) assiste all'improntitudine dei suoi politici che, di qualsiasi colore e sensibilità, su un punto sono concordi e determinati: ricandidarsi.
Dovrebbero rinunciare per pudore ma, avendolo perso da tempo immemorabile, ritornano alla carica. Persino con l'abito imbiancato dalle “primarie parlamentari”, alcuni.
Hanno avuto l'abilità di ridurre la più ricca regione d'Italia ad una pattumiera inquinata. Sono stati capaci di ridurre il più grande giacimento petrolifero dell'Europa continentale a terreno di pascolo abusivo di tutte le compagnie del mondo. Hanno consentito che venissero riconosciute alla Basilicata le più basse royalties del mondo e non sanno nemmeno quanto petrolio si estrae. Ed oggi eccoli lì, tutti in fila. Alcuni leccando le chiappe (flaccide, dicono le olgettine) di Berlusconi, altri fidando su un apparato che controlla il mercimonio della sanità, della formazione e di qualunque altra fonte di diritti elargiti ai cittadini/sudditi a mo' di favori.
Si ripresentano e forse saranno davvero loro i nostri rappresentanti nel prossimo parlamento. Forse, forse. Abbiamo un primato di cui dovremmo andare fieri: il minor numero di condanne per reati contro la Pubblica Amministrazione. Ma, chi conosce il merito non può che interrogarsi sulla reale corrispondenza di tanta rettitudine a tanti faccendieri riconosciuti.
Su tutto, come dovunque nel mondo, il petrolio. Se Dio l'ha creato nero e maleodorante, una qualche ragione doveva pur esserci.
Basterebbe solo spiegare perché l'accordo Stato/Basilicata è stato redatto in due versioni quasi identiche. La seconda delle quali, quella attualmente agli atti, molto più svantaggiosa (per la Basilicata) della prima.
Ricostruiamo in questo numero la storia affinché possa illuminare quanti preferiscono far finta di non vedere, sentire, odorare ed anche quelli, più sfortunati che sono costretti a non vedere, sentire, odorare.
di Franco Venerabile

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